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Il pollo: una storia lunga 7 mila anni

La storia del pollo si perde nella notte dei tempi. Sembra però che i suoi natali abbiano origine dal "gallo rosso" della giungla, ancora presente allo stato selvatico nel Sud-Est asiatico. A raccontare i primi allevamenti ci sono invece geroglifici risalenti a 5 mila anni fa, che lo ritraggono già come risorsa alimentare nei primi villaggi stanziali.

In Europa la carne di pollo è arrivata in tavola nel secondo millennio a. C. seguendo le migrazioni che portarono le popolazioni asiatiche verso Ovest. Sembra, in particolare, che galli e pollastri siano arrivati ad Atene al seguito dell'armata d'Oriente di Alessandro Magno.

Da Atene a Roma, il pollo continua a mantenere il proprio prestigio. Marco Porcio Catone, Varrone e Columella tramandano nozioni sulle tecniche di allevamento; altre testimonianze sono fornite da poeti e scrittori come Marziale, Giovenale e Petronio. Gli antichi romani furono grandi consumatori di uova e galline, anche se le loro ricette risultano improponibili al gusto moderno: Marco Gavio Apicio, un patrizio appassionato di gastronomia, miscelava alla carne di pollo pane di avena, miele, aceto, formaggi, pinoli, capretto e olio.

Nel Medioevo l'allevamento dei polli era una delle poche attività alle quali la contadina poteva dedicarsi liberamente, senza renderne conto al feudatario: doveva però regalare un numero stabilito di polli e uova al padrone per ogni superficie lavorata.

 
 

 

Tutte le informazioni relative agli aspetti igienico-sanitari ed ai valori nutrizionali
e salutistici delle carni di pollame sono state approvate dal Ministero della Salute

 
 

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