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Faraona
 

Faraona

La faraona: dalla lontana Africa (orientale)

Originaria del continente africano, la faraona è considerata animale esotico per eccellenza. Già nei tempi antichi era conosciuta in Grecia, più come uccello sacro e da sacrificio che come animale da cortile, dov'era arrivata probabilmente passando da Cirene e da Cartagine, città che a loro volta avevano relazioni commerciali con tutta l'Africa.

Anche i Romani la conoscevano ed apprezzavano, in chiave meno sacra e più profana: ai tempi di Varrone era considerata infatti cibo raro e privilegiato, riservato alla tavola dei ricchi.

C'è stata per lungo tempo una disputa fra gli addetti ai lavori sull'origine dell'attuale faraona domestica: orientale (quindi etiope o abissina) per alcuni, occidentale (cioè fenicia e cartaginese) per altri. Alla fine l'ago della bilancia è andato dalla parte della Numida meleagris (quella orientale) a scapito della Numida ptilirhyncha, specie selvatica tipica dell'altopiano etiope.

Furono i grandi viaggiatori - Enrico il Navigatore, Bartolomeo Diaz, Vasco de Gama - spagnoli e portoghesi, di ritorno dalle loro spedizioni, a riportare questo animale in Europa chiamandolo "pintado" (uccello dipinto) o "polla pintada". Una definizione che allude chiaramente ai molti colori che impreziosiscono il già elegante portamento della faraona.

Basta infine sfogliare una delle "bibbie" della gastronomia dell'Ottocento, il manuale di Pellegrino Artusi, per rendersi conto di quanto sia sempre stata apprezzata la carne della faraona, al punto da eleggerla a portata principale delle ricorrenze più importanti: nessuna padrona di casa che si rispettasse poteva tralasciare di servire ai propri ospiti, almeno in un'occasione, questo piatto prelibato, capace di competere con la prestigiosa carne di fagiano.

 
 

 

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e salutistici delle carni di pollame sono state approvate dal Ministero della Salute

 
 

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